Archive for maggio 2009

Strawberry Fields Forever – le fragole a Castagneto

18 maggio 2009
Fragole di produzione recente

Fragole di produzione recente

Vi raccontiamo qui qualcosa che fa parte della nostra storia familiare e più in generale della storia dell’agricoltura nel nostro comune. Stiamo parlando dell’inizio degli anni ’70, quando la produzione delle fragole cominciò a svilupparsi e diffondersi in agricoltura.Il microclima della campagna di Castagneto e l’introduzione di nuove tecniche di coltivazione favorirono il diffondersi della coltivazione delle fragole. Nel ’71 fu la provincia a fornire inizialmente delle serre meccaniche agli agricoltori, che potevano tenerle per tre anni ciascuno sperimentando così la coltivazione in serra. 

Camioncino carico di fragole (maggio '73)

La nostra famiglia fu una tra le prime a sperimentare la produzione fragole: inizialmente utilizzando qualità più antiche come al “Regina” e successivamente le nuove varietà di piante più produttive e gustose come la famosa “Gorella“.
Inizialmente la pacciamatura era fatta con la paglia, in seguito si passò al nylon nero per le passate ed a quello trasparente per i tunnel. Dai primi 500 mq iniziali si passò così ben presto ai 2000 mq coperti a serra.
Il boom della produzione si ebbe nel momento in cui cominciarono ad arrivare i primi importatori in particolare per la Germania, il prodotto era molto competitivo per via dei bassi costi di produzione e di manodopera. La raccolta avveniva nei mesi di aprile, maggio e inizio giugno; al termine del periodo di raccolta per il consumo si arrivò persino a vendere le fragole per la produzione di coloranti naturali per alimenti e cosmetici.

Famigli Serni con operaie per la raccolta delle fragole

In seguito cominciò la produzione anche da parte delle grandi aziende (fine anni ’80) ed il prezzo cadde molto velocemente, mentre le aziende come la nostra tornarono così ad una produzione a livello familiare. Un duro colpo arrivò anche dal disastro di Chernobyl nel 1986, che costrinse i produttori a gettare al macero l’intera produzione di un anno.
La produzione delle fragole comunque ha contribuito a dare una forte spinta all’economia agricola della nostra zona favorita anche dal particolare clima. Restano ancora memorabili i tempi in cui la nostra famiglia produceva fino a 7/8 quintali al giorno di questi frutti meravigliosi. 

Padelline di fragole nel maggio 1973

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Apicoltura che passione 2 – la sciamatura

15 maggio 2009

Documentiamo qui una recente sciamatura delle nostre api.
La sciamatura avviene solitamente quando la popolazione dell’alveare diventa troppo numerosa. In questi casi la regina decide di lasciare l’alveare seguita da un nutrito numero di altre api alla ricerca di una nuova dimora.

Individuazione dello sciame sul ramo

Individuazione dello sciame sul ramo

Lo sciame si posa solitamente sul ramo di un albero nei pressi del vecchio alveare ma a volte capita che si osino sui tetti delle case o sotto i  cornicioni creando solitamente il panico tra i residenti.
In realtà di solito durante la sciamatura le api non pungono facilmente, infatti prima di partire lo sciame mangia più miele possibile, questo rende difficile il piegamento dell’addome che serve alla fuori uscita del pungiglione.
Naturalmente però la prudenza non è mai troppa e come potere ben vedere noi ci siamo premuniti ed abbiamo indossato le nostre rassicuranti tute protettive.

Sciame su ramo di olivo

Sciame su ramo di olivo

A questo punto catturare lo sciame è un’operazione piuttosto semplice, basta staccare il ramo su cui si trovano le api e lasciarle scivolare in una nuova cassetta; in realtà l’importante è avere la fortuna di riuscire ad inserire nella nuova casa la regina, se questo avviene tutte le altre entreranno spontaneamente.

Inserimento in cassettaCattura dello sciame 

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Gemme preziose – Potatura delle viti 2

9 maggio 2009

Beh, forse è il momento per tornare a fare un giro in vigna per verificare se il lavoro di potatura a dato i sui frutti.

Tralcio spuntato dal cordone

Tralcio spuntato dal cordone

Cordone speronatoFilare delle vitiVigna in maggio
In questo momento le viti hanno già riprodotto una buona vegetazione, dalle gemme presenti sugli speroni lasciati durante la pulizia di febbraio sono nati i tralci che si muovono verso l’alto. Di questi tralci ne verranno lasciati soltanto due, quelli più vicini al cordone in modo che il legno della vite si mantenga basso negli anni.
Sui tralci sono già presenti le infiorescenze con bocci ancora chiusi. Tra circa una settimana i bocci si apriranno e potremo vedere il fiore della vite da cui poi nasceranno gli acini che compongono il grappoli d’uva.

Infiorescenza di Merlot

Infiorescenza di vitigno Merlot

Infiorescenza di VermentinoViti in maggioTralci di vite
Mano a mano che i tralci saliranno, i filari verranno chiusi per sorreggere la pianta ed il peso che i grappoli d’uva. Per rendersi conto basta pensare che dopo la successiva diradatura su ciascun tralcio resteranno due grappoli del peso di circa 1 kg / 1 kg e mezzo: provate a fare i conti ed immaginate il peso che ciascun filare dove sorreggere da qui fino alla piena maturazione ed alla vendemmia a Settembre.

Le vigne, la cantina e i papaveri

Le vigne e i papaveri in maggio

 Vigna e cantinaFilare con papaveriLa cantina in costruzione

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Apicoltura che passione – collaboratrici instancabili

4 maggio 2009
Arnie da nomadismo poste in collina

Arnie da nomadismo poste in collina

Tra gli insetti che più ci affascinano in natura sicuramente ci sono le api che oltre a produrre un alimento unico come il miele svolgono in agricoltura un fondamentale lavoro di impollinazione che permette poi la nascita dei frutti.
Per questi e per molti altri motivi già da un po’ anni questa attrazione è diventata passione ed abbiamo deciso di dedicarci all’apicoltura.
Si tratta solo di una passione e la nostra produzione di miele è fatta solo per utilizzo personale, ma la soddisfazione è comunque molta e con piacere condividiamo con voi anche questa attività.

Telaino appena estratto con api e miele

Telaino appena estratto con api e miele

Le nostre api sono allevate in arnie cosiddette da “nomadismo”, questo ci permette di sposare le casette in luoghi diversi nei vari periodi dell’anno. Generalmente in inverno vengono è portate in collina ai confini del bosco, mentre nella parte restante dell’anno vengono tenute vicino alle nostre colture: in prossimità dei peschi per aiutare l’impollinazione all’inizio della Primavera, più tardi vicino alle colture di zucche, poi ai bordi dei campi di girasoli e così via.
Parte del miele da loro prodotto viene poi raccolto circa 2/3 volte l’anno ed estratto manualmente dai favi per essere poi lasciato a riposare in un grande contenitore per una decina di giorni fino all’inserimento nei barattoli.

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(per le foto un grazie a Alessandro Felicetti)

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